Per poter fare da sé una critica a un vino è importante saperne il luogo di provenienza, il produttore, la varietà di uve impiegata, la lavorazione dei vigneti, il trattamento delle uve e l'eventuale tempo di affinamento in botti di rovere. Ma ancora più divertente è sapersi fare un'opinione da soli. Molti assaggiatori sono in grado di indovinare l'origine di un vino dal semplice assaggio, e forse ogni produttore è capace di riconoscere il proprio vino ad occhi chiusi. Con qualche piccola indicazione tutti noi siamo in grado di descrivere le sensazioni all'assaggio di un vino, anche senza avere troppa esperienza. Stupirà, avendo a disposizione qualche tempo, riuscire poi a scoprire veramente i sentori di qualche spezia che si conosce solo in cucina! Magari non tutti trarranno gli stessi risultati dalla medesima esperienza, ma poco importa: de gustibus disputandum est.
Le azioni da compire per assaggiare un vino sono:
Guardarlo
Odorarlo
Sorseggiarlo
Inghiottirlo, eventualmente
L'aspetto Il primo approccio
Quando vi accingete a esaminare un vino, prima di tutto guardatelo. Dovrebbe essere limpido e brillante, di qualunque tipo (bianco o rosso) sia. Una velatura è potenzialmente un difetto, ad eccezione di quella dovuta al deposito, nei vini rossi ed invecchiati, mosso da una mano poco esperta.
Il colore e la sua intensità ne rivelano l'età, mentre il modo in cui scorre sulle pareti del bicchiere (lacrime) ne rivela la ricchezza.
Non è molto difficile riconoscere il colore dei rossi; in genere gli aggettivi sono questi
Rosso: è il colore tipico dei vini giovani
Bordeaux: prende il nome dal vino omonimo, ed è meno colorato e tende un po' più all'arancione
Granato: è decisamente più spento dei precedenti, e può dipendere dal tipo di antociani (sostanze coloranti) caratteristici di ogni varietà. Ad esempio un vecchio Barbaresco ha spesso queste tonalità
Aranciato: è un colore simile a quello del marsala, ovvero un vino molto ossidato
Rosé: ottenuto da una breve macerazione con le bucce o da varietà d'uva poco colorate
Ambrato: un vino bianco più ossidato, come per esempio un vino passito
Bianco paglierino: un vino bianco classico
Intenso
Profondo
Chiaro
Limpido
Il profumo Cogliere le sensazioni
Per riuscire a cogliere al meglio questi particolari, è utile servire il vino nel bicchiere corretto. Questo varia da vino a vino, ma spesso ne bastano 3 tipi per assaporare ogni vino. Versate con cautela il prodotto dalla bottiglia, magari aiutandovi con un disco salvagoccia presente in commercio a prezzi modesti. Poi, con il bicchiere ancora appoggiato sul tavolo, fate ruotare leggermente il liquido sulle pareti. Ed ecco i profumi che potrete cogliere ora.
di Affumicato: è caratteristico della tostatura troppo forte delle botti
Boisé: v. Legno
Bouquet: insieme degli aromi di un vino maturato in bottiglia
Caloroso: suggerisce un vino carico di aromi e di alcol
Charnu: un po' meno forte di Caloroso
di Chiuso: vino il cui profumo/aroma migliorerà col tempo e l'esposizione all'aria
Complesso: con più di un odore/sapore
di Confettura: un sapore dolce di frutta cotta
Diluito: con pochi sapori per via di un'annata molto piovosa/vendemmia troppo abbondante
Puzzetta: sentore di acido solfidrico (uova marce) derivato spesso da una rifermentazione in bottiglia - che può essere alcolica o malolattica
Fruttato: complesso di aromi e fragranze, in particolare nei vini giovani, ricchi di sentori di frutta
Gradevole: in genere non individua un vino troppo potente, ma il cui profumo è particolarmente apprezzabile
di Legno o quercia: aroma del legno di rovere acquistato dai vini conservati nelle botti nuove e destinati all'invecchiamento
di Mercaptano: molecola dall'odore indesiderato derivato dalla composizione tra acido solfidrico ed alcol all'interno della bottiglia. Indice di un vino non troppo netto
di Muffito: derivato da botti non sane
di Peperone: associato in genere al Cabernet Sauvignon, è un'aroma molto caratteristico e difficile da descrivere
di Selvatico: odore pungente di tipo amminico, come quello di peperone poco maturo
Solforoso: difetto di un vino con troppi solfiti
di Spezie: come pepe, cannella, noce moscata e chodi di garofano
Tappo: odore persistente e sgradevole conferito al vino dal tappo attaccato da muffe, può essere appena percettibile o anche molto accentuato
Vanigliato: peculiare dei vini mantenuti in botti di legno, produce una sensazione di dolce
Il gusto La chiave di volta
Ora introducete il vino nel palato. Lasciatelo qualche secondo e cogliete i sapori che si susseguono. Ecco quali gusti vi potranno capitare
Pieno: la massima complessità unita alla piacevolezza
Ricco/Corposo: un vino molto potente, anche di alcol
Armonioso/Bilanciato: detto di vino equilibrato tra buon sapore e buon profumo
Astringente: quando è troppo ricco di tannini, sostanze amare che legano il palato
Semplice: quando un vino è decoroso senza seppur avere molta complessità. Può anche non essere scarsamente alcolico
Deludente: se al profumo gradevole non corrisponde un corpo adeguato
Acido: nel caso in cui la componente di acidi non volatili (tartarico, lattico, citrico, malico...) abbassi troppo il pH. Se il vino è acido ragionevolmente, è giovane ed è accompagnato da una buona dose di tannini - astringenti - è probabile che migliori con l'età
Magro: lo sfortunato caso in cui il vino è povero di sostanza e magari acidulo
A questo punto potete inghiottire il vino. Se dovete per la circostanza assaggiare una notevole varietà di vini, può essere utile scartarlo. Con in bocca il ricordo del vino, saprete ora di sicuro esprimere il vostro parere.
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